Cosa sono i monasteri imperiali

Cosa sono i monasteri imperiali

Monasteri regi o imperiali

Testi seguenti a cura di Piero Majocchi.

Possiamo definire monasteri regi o imperiali i monasteri fondati da sovrani e che pertanto sono soggetti alla sola autorità imperiale e vengono esentati da ogni altra autorità laica ed ecclesiastica; essi generalmente intrattengono stretti legami con la monarchia attraverso donazioni dei successori del fondatori. Solo alcuni di tali monasteri possono ricoprire una o entrambe delle seguenti funzioni politiche e dinastiche:

- monasteri sepolcrali, ovvero destinati a ospitare la sepoltura dei sovrani.
- monasteri memoriali, ovvero affidati a regine per perpetuare la memora del sovrano (padre, marito o figlio).

Numerosissimi furono i monasteri imperiali che non furono né sepolcrali né memoriali, come ad esempio Corvey, San Gallo, Einsiedeln, Fulda e molti altri. Tra i principali monasteri sepolcrali possiamo citare in età carolingia Prüm, dove fu sepolto Lotario, e Reichenau, che ospitò la sepoltura di Carlo il Grosso, o successivamente Quedlimburg e Memleben per gli Ottoni; tra i più noti monasteri memoriali ricordiamo Nivelles per i Pipinidi, in età carolingia per limitarsi al regno italico S. Salvatore di Brescia, la cui reggenza fu affidata con continuità a tutte le regine carolinge del IX secolo (la figlia di Desiderio, le mogli di Ludovico il Pio, Lotario e Ludovico II, le figlie di Lotario, Ludovico II e Berengario I), e S. Sisto a Piacenza, fondato da Engelberga come centro della perpetuazione della memoria di Ludovico II, “pro anima” del quale è fondato il monastero; in età ottoniana ricordiamo i monasteri di Selz e S. Salvatore di Pavia, fondati da Adelaide di Borgogna.

A Pavia numerosi monasteri altomedievali furono fondati da sovrani longobardi, carolingi e ottoniani, e possono pertanto rientrare nella categoria dei monasteri imperiali (o regi, nel caso delle fondazioni longobarde), ma solo alcuni svolsero anche funzioni sepolcrali e memoriali.

Età longobarda (secoli VI-VIII)

In età longobarda (secoli VI-VIII) i sovrani residenti a Pavia fondano per la propria sepoltura non monasteri ma chiese sepolcrali: S. Salvatore fondata da Ariperto, S. Giovanni Domnarum da Gundiperga, S. Maria in Pertica da Rodelinda, S. Adriano da Ansprando e S. Ambrogio da Grimoaldo. I re longobardi fondano anche alcuni monasteri maschili (S. Pietro in Ciel d’Oro fondato da Liutprando) e femminili (S. Agata al Monte fondato da Pertarito, S. Felice da Desiderio, mentre non abbiamo dati certi su S. Marino forse fondata da Astolfo e S. Maria Foris Portam di nuovo da Desiderio). In tale quadro un solo monastero svolse sia funzioni sepolcrali che memoriali, S. Agata al Monte, fondato da Pertarito nella seconda metà del VII secolo e da lui affidato alla sorella Teodota, e successivamente affidato a Cuniperga, figlia di Cuniperto, che fu sepolta nella chiesa del monastero. Solo attestazioni bassomedievali tramandano - o inventano - l'esistenza di altre badesse altomedievali di stirpe regia, le cui reliquie erano equiparate a quelle dei santi, come Epifania, figlia di Ratchis sepolta a S. Maria Foris Portam, Eufrasia, figlia di Astolfo sepolta a S. Marino, e Felicita, figlia di Ottone II sepolta a S. Felice.

Età carolingia e ottoniana (secoli IX-X)

In età carolingia e ottoniana (secoli IX-X) tra i principali interventi regi si distinguono la fondazione da parte di Lotario del monastero di S. Martino Foris Portam e la celeberrima riforma ottoniana di S. Salvatore, mentre il monastero di S. Felice assume progressivamente la significativa denominazione di “monasterium Regine”, per la sua funzione di monastero memoriale. Nella seconda metà del IX secolo infatti si affermano come monasteri memoriali diversi monasteri regi pavesi, che furono affidati con diplomi e donazioni imperiali a componenti femminili del nucleo familiare regio: S. Felice (donato da Ludovico II a sua figlia Gisla e a sua moglie Engelberga, da Arnolfo a Engelberga e Ermengarda, e infine da Guido di Spoleto a sua moglie Ageltrude); S. Agata al Monte (donato da Ludovico il Germanico a Ermengarda, da Guido di Spoleto a sua moglie Ageltrude); S. Marino (donato da Carlo il Grosso a sua moglie Ricarda, da Arnolfo a Engelberga e Ermengarda, da Guido di Spoleto a sua moglie Ageltrude); S. Tommaso (donato da Arnolfo a Engelberga e Ermengarda, monastero non di fondazione regia).

Età ottoniana

In età ottoniana invece si distinsero come monasteri memoriali S. Felice, che ospitò le spoglie di una principessa ottoniana, e S. Salvatore, che fu affidato a imperatrici come Adelaide di Borgogna e Teofano.

IX e XII secolo

Tra il IX e il XII secolo, inoltre, molti monasteri pavesi (sia di fondazione regia che privata) ottennero dai sovrani (carolingi, italici, sassoni, franconi e svevi) numerosi diplomi di donazioni e conferme di beni e diritti: tali monasteri rappresentano i cenobi più ricchi come possesso terriero e più influenti politicamente a livello urbano in tale periodo, riuscendo pertanto ad ottenere il favore dei sovrani che cercavano di consolidare il loro potere attraverso generose donazioni. S. Maria Teodote, nella quale una lapide rivendicava l’appartenenza delle sue badesse alla “regali linea”, S. Pietro in Ciel d’Oro, nei cui diplomi si ricorda come fondatore il re longobardo Liutprando, S. Marino, S. Maria del Senatore, S. Salvatore, dove invece era ricordata la riforma di Adelaide, S. Martino Foris Portam, S. Felice e la chiesa di S. Giovanni Domnarum, nei cui diplomi viene perpetuata la memoria di “Gundiperga regina, qui ipsam ecclesiam edificavit”.