Le ragioni del progetto

Le ragioni del progetto

Pavia e i monasteri imperiali

Progetto scientifico, attento alla dimensione comunicativa, sponsorizzato dall’Associazione l’Italia Fenice, curato da Maria Teresa Mazzilli, Saverio Lomartire e Chiara Pagani, in collaborazione con il Comitato Pavia città di Sant’Agostino e l’Università degli Studi del Piemonte orientale, col sostegno della Parrocchia del Ss. Salvatore e San Mauro e dell’Associazione Piccolo Chiostro, di Pavia.

Motivazione del progetto

Ai fini della comprensione del significato storico della città di Pavia nel circuito delle sedi di potere dell’Europa medievale la storia parallela di San Salvatore e di San Pietro in ciel d’oro costituisce un punto di osservazione privilegiato, essendo stati i due monasteri inclusi nella rete delle grandi istituzioni del Sacro Romano Impero.

Per entrambi i complessi architettonici, a noi pervenuti dopo varie trasformazioni che sembrano aver completamente cancellato le fasi precedenti, é sufficientemente nota la storia recente, dal XII secolo per San Pietro in ciel d’oro e dal XV per San Salvatore.
Mancano, invece, informazioni circa l’esatta collocazione e l’articolazione degli edifici di età longobarda e ottoniana.
Eppure allora i due insediamenti religiosi furono luoghi particolarmente privilegiati, in grado di contenere scuole e scriptoria di alto livello, e di ospitare sinodi e concili, e di accogliere re, imperatori e pontefici con le loro corti beneficiando del patronato e della tutela dei regnanti e svolgendo un ruolo di controllo e gestione su ampi territori dalle Alpi fin in Toscana.

Finalità del progetto

Alla base del progetto sta la convinzione che mirate indagini archeologiche, nei due monasteri imperiali di San Pietro in ciel d’oro e di San Salvatore, potrebbero finalmente fornire elementi illuminanti per la comprensione di quello status speciale goduto in passato da Pavia antica capitale per i Longobardi e poi del Regno italico, luogo di residenza oltre che di passaggio di re e di imperatori, a partire da Teodorico il grande fino almeno a Federico Barbarossa.

La città, infatti, pur protagonista della storia altomedievale non solo d’Italia, presenta particolare scarsità di testimonianze materiali dei secoli precedenti il Mille.
Quanto non ancora esplorato nelle fondazioni dei due monasteri imperiali della città potrebbe contenere resti utili per cominciare a far luce su un capitolo di storia non solo locale.

Reperti e manufatti sono necessarie fonti d’informazioni per gli studi storici, e anche capaci di parlare al largo pubblico proprio nella loro connotazione archeologica.

Strumenti del progetto

La fortunata disponibilità, oggi, di tecnologie innovative e non distruttive, come le rilevazioni radarstratigrafiche, l’endoscopia, l’archeopaleopatologia, ecc. ancillari per la ricerca archeologica, consentono di disegnare un programma di analisi e sondaggi mini invasivi, con una sistematicità nuova per Pavia.

Una strutturata strategia comunicativa, capace di coniugare competenze diverse e tempistiche opportune, è finalizzata al coinvolgimento del pubblico in tutte le fasi del procedere della ricerca:
con modalità espositive (convegni ed eventi)
dialogiche (rapporti con la stampa e apertura al pubblico delle fasi di restauro)
e multimediali (allestimento di un apposito sito web dinamico).

Prospettive

Gli esiti dei rilievi con georadar guidano e interagiscono con la progettazione della continuità della ricerca, già prefigurando probabili interventi di recupero e restauro nelle due basiliche in esame e nelle aree circonvicine con la auspicabile apertura di saggi di scavo a est e a ovest della basilica San Pietro e nel cosiddetto chiostrino di San salvatore del quale la parrocchia
(che l’ha acquistato da Cassa Depositi e Prestiti) sta ora progettando il restauro.

SEZIONI DEL PROGETTO

Il progetto si compone di due sezioni caratterizzanti e in percorsi diversi ma tra loro fortemente connessi e inscindibili.

1. Ricerca archeologica delle radici longobarde e ottoniane

a. Prospezione del sottosuolo tramite speciali attrezzature georadar nelle due basiliche e nelle aree contigue

b. Analisi paleopatologiche e rilievi con laser-scanner delle ossa attribuite al re longobardo Liutprando conservate nella basilica di San Pietro in ciel d’oro

c. restauro e valorizzazione delle lapidi, memoria della presenza dei re longobardi nelle due basiliche oggetto del progetto

2. Valorizzazione del progresso e degli esiti del progetto

a. Costruzione della identità digitale del progetto, con un sito web avanzato su cui presentare, anche in lingua inglese, i risultati del progetto ad uso di un largo pubblico di turisti, appassionati di storia, insegnanti, fedeli, ecc. ma con spazi in cui pubblicare anche dati inediti, con filtri protettivi dei diritti d’autore.

b. Pubblicazione delle scoperte e acquisizioni delle indagini sia nelle tradizionali sedi editoriali scientifiche e di alta divulgazione, sia con un eventuale cortometraggio