Pavia e l’Europa

Pavia e l’Europa

Il contesto europeo
La penisola italiana, protesa dal continente europeo nel bacino del Mediterraneo, nei secoli è stata crocevia di popoli che si sono incontrati e scontrati, dando vita a proficui scambi culturali.
I vari flussi di etnie diverse - migratori, militari, commerciali, devozionali, ecc. - hanno innestato proprie peculiarità sulle tradizioni culturali di matrice greco-latina, coltivate dai monasteri fino alle università, venendo nei secoli a disegnare sull’impronta dell’impero romano il volto dell’Europa attuale.
Milano capitale imperiale (286-402 d.C.)
Lo stato romano era rimasto politicamente unitario anche negli anni della decadenza pur con il decentramento amministrativo che portò Milano a divenire sede di governo insieme a Nicomedia, Augusta Trevirorum e Sirmio.
Pavia capitale regia (540-1024)
In posizione baricentrica le due città di Mediolanum e Ticinum (antico nome di Pavia) a fasi alterne e con diverse modalità hanno ricoperto il ruolo di sede dell’autorità politica, non senza fenomeni di antagonismo connessi proprio alla tradizione in esse di memorie regie e imperiali.
Dettaglio, raffigurante Pavia e Milano, del segmento IV della Tabula Peuntingeriana, conservata nella Biblioteca Nazionale di Vienna, copia medievale su pergamena di un originale romano andato perduto
Un fecondo incontro nella Milano capitale tardoantica
In quella Milano capitale tardoantica non fu casuale l’incontro di Ambrogio e Agostino, due grandi uomini ai quali nella primavera del 2004 la città ha dedicato una importante mostra.
Nordico e potente uomo d’azione il primo, filosofo africano e uomo di profondo pensiero teologico il secondo, erano espressione delle stesse radici culturali e hanno improntato il pensiero dell’Occidente europeo in modo che ancora perdura.
Mosaico raffigurante il vescovo Ambrogio, Milano, Basilica di Sant’Ambrogio Riproduzione dell’affresco del VI secolo raffigurante probabilmente Sant’Agostino, Roma, Sancta Sanctorum
Ambrogio e Agostino
L’incontro che Agostino, maestro di retorica e pensatore acutissimo nato nel nord dell’Africa, ebbe nel 387 con Ambrogio, nato a Treviri nelle Gallie, divenuto Governatore imperiale di Milano e dagli stessi milanesi proclamato vescovo nel 374, esplicita e al contempo sintetizza simbolicamente una relazione tra culture mediterranee e nordiche, certamente contestualizzata nell’alveo dell’impero romano ma in qualche modo ancora esemplare per le dinamiche multietniche dell’odierno Occidente europeo.
Formella raffigurante Agostino che ascolta la predica del vescovo Ambrogio a Milano, arca del Santo in San Pietro in ciel d’oro a Pavia
Agostino maestro
Rimane di grande attualità la figura di Agostino, nella sua inquieta ricerca, che dalla provincia africana lo spinse prima a Roma e poi nell’allora capitale Milano, dove Ambrogio era stato un alto funzionario prima di essere eletto vescovo dal popolo, in un momento delicato per il potere politico imperiale.
Formella raffigurante Agostino maestro tra le città di Milano e Roma, arca del Santo in San Pietro in ciel d’oro a Pavia
L’incontro
L’incontro con Sant’Ambrogio suscitò in Agostino una svolta religiosa che lo portò alla conversione e al battesimo fino, al suo ritorno in Africa, a diventare vescovo di Ippona, dove morì nel 430 dopo aver creato una regola per la vita comune del clero che ha attraversato i secoli e ha travalicato i confini d’Europa ed è ancor oggi seguita da diverse congregazioni in tutto il mondo.
Formella raffigurante il Battesimo di Agostino nel Duomo di Milano, arca del Santo in San Pietro in ciel d’oro a Pavia
Un singolare destino
Compiuti i loro personali percorsi umani, come arcivescovo della metropoli lombarda il primo (+397), e come vescovo di Ippona il secondo (+430), un singolare destino li ha riavvicinati post-mortem, dopo il 725.

Allora infatti il re longobardo Liutprando traslò nella Pavia capitale del suo regno e precisamente nella basilica di S. Pietro in ciel d’oro il corpo del Vescovo africano, mentre nella vicina Milano, nella basilica di Sant’Ambrogio, si conservano fin dal 397 i resti mortali del vescovo milanese.

Raffigurazione della Traslazione del Corpo di sant’Agostino in Pavia e in San Pietro in ciel d’oro, arca del Santo in San Pietro in ciel d’oro a Pavia